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Nuovi segni dell’antico: l’uso del latino nella cultura pubblica dell’Italia fascista.

Questo progetto di ricerca è dedicato al ruolo che il latino assume nella cultura pubblica del ventennio fascista (1922–1943).

Esemplare di uno dei nove francobolli commemorativi emessi durante il Bimillenario Virgiliano (1930).

Esemplare di uno dei nove francobolli commemorativi emessi durante il Bimillenario Virgiliano (1930). Il verso latino è tratto dal terzo libro dell’Eneide e recita: "Dinnanzi a te, ecco la terra di Ausonia! Raggiungila con le vele spiegate”. L’illustrazione proviene da stampboards.com

Leader responsabile del progetto:

Han Lamers

Il progetto

"Roma è il nostro punto di partenza e il nostro riferimento: è il nostro simbolo o, se si vuole, il nostro Mito". Lo dichiara Benito Mussolini nel 1922. Segni e simboli di Roma antica erano presenti ovunque durante il fascismo: basti pensare ai fasci littori e al saluto romano. 

Anche la lingua di Roma antica faceva parte del culto fascista della romanità. Tralasciando i ben noti esempi di Dux ed SPQR, parole, frasi, e perfino testi brevi, tutti scritti in latino, erano pubblicati su insegne, stendardi, francobolli, e inscrizioni di vario tipo in tutta Italia. È lo stesso Mussolini a esclamare, in latino: “Civis Romanus sum”.

In questo progetto, un gruppo internazionale di ricerca si propone scoprire come e perché il latino veniva usato nella propaganda fascista. A differenza dei contributi precedenti sull’argomento, che si sono concentrati principalmente su testi letterari, il progetto prende in esame l’uso del latino nella cultura visuale e materiale, includendo quindi spettacoli pubblici, eventi espositivi su larga scala e opere architettoniche.

Il progetto intende esplorare gli aspetti linguistici e letterari di questi "segni latini" nel loro immediato contesto materiale, per includere poi le riflessioni più generali sul ruolo del latino – riflessioni che, proprio in quegli anni, conferivano linfa ideologica alla lingua di Roma antica.

Obiettivi

Il progetto si propone i seguenti obiettivi: 

  • Comprendere come e perché parole, frasi e testi brevi scritti in latino vengono usati nella cultura visuale e materiale del fascismo;
  • Esplorare i diversi modi in cui l’uso del latino può essere compreso, nella propaganda fascista, come parte integrante del più generale dibattito coevo sulla romanità;
  • Rendere disponibili al pubblico, in maniera completa e criticamente responsabile, il repertorio dei testi latini del fascismo, che riunisce materiale spesso difficile da ritrovare. L’accesso a questi testi sarà offerto attraverso due canali: una biblioteca digitale online e un’antologia di testi scelti.
  • aprire nuove prospettive di ricerca e analisi sul simbolismo, finora poco esplorato, che lingue e codici antichi e/o estinti assumono in nuovi contesti ideologici (per esempio, geroglifici e rune) 

FLT: Fascist Latin Texts

La biblioteca digitale Fascist Latin Texts (flt.hf.uio.no) rende disponibili al pubblico online testi scritti in latino durante il regime di Mussolini, e dedicati ad argomenti legati al fascismo.

Siamo lieti di dare il benvenuto a redattori e autori che volessero contribuire al nostro lavoro di pubblicazione con trascrizioni di testi o brevi note introduttive. Per qualsiasi informazione, potete contattarci al seguente indirizzo: flt-contact((at))hf.uio.no.

Ente finanziatore

Il progetto è finanziato dal Consiglio Nazionale della Ricerca norvegese (grant nr. 316016).

Collaborazioni

Contatti

Affiliati:

Assegnista di ricerca (post-doc):

Assistente alla ricerca:

  • Erlend Østrem Myklebust

Tirocinanti:

  • Sunniva Regine Berger
  • Othelia Engelstad
  • Victoria Cecilie Frivik

Partecipanti

Durata

01.08.21 - 30.09.2025.

Published Feb. 10, 2022 12:06 PM - Last modified July 1, 2022 12:58 PM